Greetings from Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Buon Natale a tutti voi.

Vi faccio gli auguri pubblicando questa bella foto, scattata il 18 dicembre 2010, il giorno dopo la strepitosa, e insieme terribile, nevicata che si è abbattuta su Firenze. Si tratta del Giardino del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, nascosto da una coltre di 20 cm di neve.

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A voi tutti Buon Natale e buon Anno nuovo!!!!

II Corso di Giornalismo e comunicazione archeologica

Voglio segnalare un evento di cui sono orgogliosa: la mia partecipazione in qualità di (indegna) docente al II corso di Giornalismo e Comunicazione Archeologica che si terrà a Roma a partire dal 4 ottobre 2010.

Lo so, non è bello fare autopromozione, ma la cosa mi inorgoglisce e non poco! Partecipiamo io e Matteo Sicios per parlare del Progetto Comunicare l’Archeologia che ci vede impegnati insieme all’interno del GruppoRicerche di Genova. Io poi parlerò di archeologia e blogosfera, mentre Matteo Sicios propone un laboratorio teorico-pratico dedicato alla comunicazione nel museo. 

Perché il tema Archeologia e blog? Semplice, perché io stessa sono una blogger, e i miei blog trattano svariati argomenti, non solo l’archeologia, per cui ho una visione abbastanza a 360° sull’argomento. Naturalmente mi sono documentata come se si trattasse di una lezione universitaria. Il tema, anche se potrebbe sembrarlo, non è frivolo perché nello specifico il blog è a tutti gli effetti uno di quei nuovi media amati e odiati dal mondo moderno. Il blog ha rivoluzionato, nel bene e nel male, sia il modo di fare informazione che il modo di recepire l’informazione. In un mondo di blogger in cui ciascuno è al tempo stesso autore e lettore di informazioni in rete, diventa difficile saper distinguere l’informazione accurata e precisa da quella superficiale, non documentata, faziosa o addirittura falsa. Anche l’ambito dell’archeologia non fa eccezione. Il mio discorso sarà proprio questo: mappare il web, trovare i blog di archeologia (ci sono, non tantissimi, ma ci sono) e verificare quali sono attendibili, quali semplicemente riportano notizie riprese da altre testate, quali invece dedicano se stessi alle seduzioni della fantarcheologia.

Vi farò sapere più in là com’è andata l’esperienza. Intanto io mi metto a studiare! 😉  

 

SOGNI CHE SI AVVERANO

Nel lontano 2004 una giovane e ingenua studentessa di archeologia un bel giorno visitò il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Arrivò nel corridoio dei Grandi Bronzi e lì vide dal vivo la mitica Chimera d’Arezzo. Non solo, ma scoprì che c’era anche la statua dell’Arringatore e il Vaso François, nientemeno! In adorazione davanti alla Chimera, costei pensò, sognando ad occhi aperti “Magari potessi un giorno lavorare qui! Sarebbe la perfetta realizzazione di quello che vorrei fare da grande” e già si vedeva a passeggiare tra le sale, sale di cui avrebbe dovuto conoscere tutti i segreti e tutti i pezzi esposti, sale in cui avrebbe dovuto fornire indicazioni ai visitatori… Sogni ad occhi aperti, naturalmente, sogni che probabilmente fa buona parte degli studenti di archeologia quando sono ancora nella loro bella fase dell’entusiasmo.

Oggi, quell’ingenua studentessa è lì, proprio lì, a fare la custode (il titolo giusto sarebbe “assistente alla vigilanza”), in quello stesso museo, e per l’appunto proprio oggi lei deve vegliare proprio sulla Chimera e sull’Arringatore. Quando arriva davanti ai due grandi bronzi, stamani, l’emozione è forte, la commozione pure. La sensazione non è poi diversa da quella che possono provare dei giovani attori che si ritrovano a recitare con i propri miti, o quella che sentono i giovani ballerini che superano il provino per ballare ai concerti della loro popstar preferita. Il concetto è lo stesso, perché la Chimera e l’Arringatore sono due divi dell’archeologia e la nostra ex studentessa di archeologia ne è una fan. Al punto che quando due visitatrici le chiedono lumi riguardo la Chimera, lei gliene parla con una passione..manco l’avesse fusa lei, quella statua in bronzo!

La ex studentessa di archeologia oggi è un’archeologa, si vuole definire così anche se di fatto in questo momento di mestiere fa la custode. Ha sudato tanto per guadagnarsi questo posto di lavoro, ha dimostrato a se stessa che volere è potere, e che i sogni, alle volte, si possono realizzare. 

In bocca al lupo, Marina. E buon lavoro. 

“Liguri e Liguria antica”:incontri al Museo di Diano Marina

Ecco un evento di archeologia che mi vede protagonista… 

Il Museo Civico di Diano Marina (IM) – sez. Archeologica, organizza per il mese di febbraio un ciclo di tre conferenze che hanno per tema “I Liguri e la Liguria antica”.

Con questi tre eventi, organizzati con la collaborazione dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e del Comune di Diano Marina, il Museo vuole proporre alla popolazione altrettanti approfondimenti sull’archeologia del territorio, in particolare del Ponente Ligure, spaziando dall’età preromana fino agli inizi del XX secolo.

Questi tre incontri si collocano perfettamente in linea con gli obiettivi del Museo, che si pone come museo del territorio, quello del Golfo dianese, che fu interessato fin da età preromana da un’intensa frequentazione umana e che in età romana fu il luogo in cui sorse la mansio del Lucus Bormani, ricordata negli Itinerari, primo tra tutti la Tabula Peutingeriana.

 Questo il calendario degli eventi:

  • sabato 7 febbraio 2009 – ore 16
    Un militare romano al museo
    Giovanni Mennella (Università degli Studi di Genova)
  • sabato 14 febbraio 2009 – ore 16
    Archeologia del nostro paesaggio: i pozzi a cicogna nel Ponente Ligure
    Marina Lo Blundo (Istituto Internazionale di Studi Liguri)
  • Sabato 21 febbraio 2009 – ore 16
    I Liguri e la Liguria
    Bianca Maria Giannattasio (Università degli Studi di Genova)

Tutte le conferenze si terranno presso la Sala Conferenze Biblioteca “Margherita Drago”, a Palazzo del Parco, Diano Marina (IM).

Quest’articolo è stato “preso” da http://archeoblog.net/2009/liguri-e-liguria-antica-incontri-al-museo-di-diano-marina-im/

Accorrete numerosi!

Memorie dal sottosuolo. Visite guidate a una Firenze inconsueta e sconosciuta.

ecco il testo di un mio articolo pubblicato su http://www.archeomedia.net/articolo.asp?strart=4400&cat=Promozione-Valorizzaz.

 FIRENZE. Memorie dal sottosuolo. Visite guidate a una Firenze inconsueta e sconosciuta.

Era ormai da tempo che si sentiva l’esigenza di rendere finalmente pubbliche, e fruibili al pubblico, le scoperte archeologiche della Firenze romana. Uno per tutti, lo auspicava il compianto Riccardo Francovich sostenendo a gran voce che bisognava restituire l’antica Florentia ai suoi attuali cittadini, non svolgendo altro che quello che dovrebbe essere il compito primario dell’archeologia: oltre la ricerca, comunicare la scoperta.

Oggi un primo passo si sta compiendo nella direzione di rendere la Firenze romana accessibile a quanti sono intenzionati a conoscere l’aspetto della città antica. “Memorie dal sottosuolo”, una serie di visite guidate che si tengono ogni prima domenica del mese, da dicembre 2008 a giugno 2009, viene finalmente a colmare una lacuna, un vuoto nella conoscenza della storia della città.

Risultato: una Firenze così non si era mai vista. Una Firenze che per una volta non appare nella sua veste di culla del Rinascimento, ma che invece si presenta per come era alle origini: Florentia, colonia romana voluta da Cesare nel 59 a.C. ed effettivamente edificata tra il 30 e il 15 a.C. Di questa, che in età imperiale divenne una fiorente città, pochi conoscono le vicende, data l’importanza (anche mediatica) della sua fase rinascimentale.

Il primo di questi appuntamenti con Florentia, appuntamenti organizzati dall’Assessorato alla Cultura di Firenze in collaborazione con la Cooperativa Archeologia , si è svolto domenica 7 dicembre. I visitatori, cui è fornita bibliografia e materiale informativo utile per rielaborare con calma, per conto proprio, le informazioni che riceveranno, cominciano il loro percorso al museo storico-topografico “Firenze com’era” dove, dinanzi al plastico di Florentia, rappresentante la città sulla base delle scoperte archeologiche fatte nel corso del tempo, sono invitati a riconoscere e individuare i principali monumenti che saranno poi oggetto di visita virtuale e reale. Ecco che il museo diviene parte attiva della visita: non un mero contenitore di oggetti archeologici, ma punto di partenza per un viaggio nel tempo in cui quegli stessi oggetti archeologici trovano la loro contestualizzazione.

La visita prosegue nella città moderna, calcando le strade percorse ogni giorno dai turisti che visitano invece la Firenze rinascimentale. Si arriva in Piazza San Giovanni: qui mentre i turisti ammirano il Battistero e il Duomo di Santa Maria del Fiore, i visitatori di “Memorie dal sottosuolo” sono invitati a posizionare l’antico tracciato delle mura, la porta Contra Aquilonem e il cardine massimo che da essa partiva, e la bella domus il cui impluvium è conservato, insieme ad uno stipite della porta Contra Aquilonem, nel Cortile dei Florentini del Museo Archeologico di Firenze. Si scopre così che il centro della città rinascimentale coincide con la città romana e che nel corso del tempo gli assi viari principali si sono mantenuti pressoché inalterati. Si scopre quindi che l’ampia piazza della Repubblica un tempo era il Foro della città e che accanto al grosso arco che oggi la delimita sorgeva il Capitolium (di cui peraltro è rimasta traccia toponomastica nel nome della vicina Via del Campidoglio). Piazza della Signoria invece conserva al di sotto dell’attuale pavimentazione una spettacolare stratificazione archeologica completamente chiusa e sigillata e perciò tanto più preziosa. Gli scavi degli anni ’80 del Novecento hanno portato in luce un grande complesso termale e una fullonica dal carattere quasi industriale per le dimensioni che fa indurre la suggestiva ipotesi che già l’antica Florentia si distinguesse per la lavorazione dei tessuti.

Via del Proconsolo, dietro Palazzo Vecchio, nasconde nel manto stradale un indizio del passaggio delle mura al di sotto di essa: sull’asfalto è tracciata, proprio di fronte al museo del Bargello, l’impronta di una delle torri circolari che costellavano le mura: una traccia messa lì a disposizione di tutti ma che pochi in realtà notano o comprendono…ed ecco che la visita guidata serve ad interpretare e a leggere segni altrimenti incomprensibili o mai individuati.

Un’altra torre delle mura è a vista al di sotto di un pavimento in vetro all’interno di un palazzo che affaccia sempre su via del Proconsolo.

Di fronte, il ristorante “Le Murate” che occupa l’antica sede dell’Arte dei Giudici e Notai, sulle cui pareti si trovano, tra gli altri, i ritratti di Dante e Boccaccio, nasconde nel proprio piano interrato i resti di un edificio esterno alle mura del quale è rimasta una palificazione in legno perfettamente conservata.

Punto centrale e d’arrivo di tutta la visita, in questo viaggio nel tempo e in questo clima di scoperte, è la visita agli scavi tuttora in corso a Palazzo Vecchio, dove giorno dopo giorno emergono nuovi dati relativi al teatro romano, che qui sorgeva, alle sue fasi d’abbandono e di ripresa in età medievale, con la costruzione di edifici e di una strada, fino all’edificazione di Palazzo Vecchio che ha obliterato per sempre (o quasi) tutto quanto. Qui si può toccare con mano la complessa stratificazione dell’area di una città che ha avuto un’ininterrotta frequentazione dall’età romana ai giorni nostri. Non solo, ma qui il visitatore viene a contatto con quello che è nella realtà di tutti i giorni un cantiere archeologico in corso, e può così rendersi conto di cosa voglia dire fare il mestiere dell’archeologo.

Vero percorso di scoperta, “Memorie dal sottosuolo”  riesce nell’intento di rendere finalmente consapevoli i fiorentini della loro storia più antica. Chi conclude la visita ha la sensazione di essere venuto a parte di un segreto che pochi conoscono. L’obiettivo è però quello di rendere quanto più possibile pubbliche le scoperte, perché la conoscenza del proprio passato deve essere alla portata di tutti.

Finalmente si comincia a parlare di fruizione, musealizzazione e valorizzazione delle scoperte archeologiche fatte negli ultimi 20 anni e tuttora in corso. Un patrimonio, quello archeologico di Firenze, che finalmente comincia a destare interesse in una città in cui, dal punto di vista della valorizzazione dei Beni Culturali, conta soprattutto il Rinascimento.

Info: MEMORIE DAL SOTTOSUOLO. Visite guidate a una Firenze inconsueta e sconosciuta. Visite guidate la prima domenica di ogni mese: 4 gennaio 2009 – 1 febbraio 2009 – 1 marzo 2009 – 5 aprile 2009 – 3 maggio 2009 – 7 giugno 2009. Orari: 10-11.30; 11-12.30; 12-13.30

Costo del biglietto: 7 euro

Prenotazioni presso il Museo dei Ragazzi di Firenze:

tel. 055 2768224, 055 2768558 – www.comune.firenze.it  

http://www.comune.firenze.it/opencms/export/sites/retecivica/materiali/hp_citta/sottosuolo.pdf                               

Marina Lo Blundo

15/12/2008

 

Articoli sullo stesso argomento, trattato di volta in volta secondo diverse prospettive, sono stati pubblicati anche su archeoblog

http://archeoblog.net/2008/memorie-dal-sottosuolo-visite-guidate-a-una-firenze-inconsueta-e-sconosciuta/

e su comunicarel’archeologia http://comunicarelarcheologia.megablog.it/item/una-firenze-cosi-non-l-avete-mai-vista/category/recensioni

 

L’argomento merita perché finalmente a Firenze viene dato risalto all’epoca romana e non più soltanto al Rinascimento. Una nuova prospettiva per conoscere la città.

sono qui per caso…

Questo blog nasce per caso. Semplicemente perché ho deciso di partecipare al concorso 100words di Romaeuropawebfactory, per il quale era necessario creare un blog su myblog, onde pubblicare l’incipit del proprio racconto, che verrà segnalato ed eventualmente premiato, tra milioni di altri partecipanti.

Ma il titolo di questo blog tutto sommato mi piace, è nato per caso anche lui, e chissà che per caso non diventi qualcosa di buono.

cmq qui di seguito metto il link al blog di archeologia SERIO e di “lavoro” di cui mi occupo seriamente. è http://comunicarelarcheologia.megablog.it

Buona visione!

Quanto mi piace il mio lavoro!

“Quanto mi piace il mio lavoro!”

Marina era archeologa. Nel suo libro “Antico e moderno: trovare il passato con nuovi metodi d’indagine” spiegava che sugli scavi archeologici lei non usava solo cazzuola e piccone, come faceva la vecchia generazione di archeologi: lei sapeva che con un approccio tecnologico la terra le avrebbe parlato, rivelandole cosa custodiva; era sicura di poterlo dimostrare un giorno. E quel giorno arrivò, forse non nel modo che si aspettava…

Suonarono alla porta.

“Chi è?”

“Gli ispettori”

“Di polizia o di soprintendenza?” chiese ridendo.

“Tutti e due. Abbiamo bisogno di lei. Ci segua.”