Blogger per un giorno – 5) Crecchio, punto di partenza di una nuova visione museale

Questo post guarda al museo di Crecchio con un po’ di rimpianto. Dipinge la situazione senza essere una critica feroce; in più chiude con un augurio, che forse poteva trasformarsi in qualche proposta concreta. E non è detto che prima o poi ciò non arrivi…

Dalla visita al paese di Crecchio ho potuto notare come sul piano dei beni culturali l’Abruzzo sembri mancare di comunicazione e di capacità di fare rete con altri enti sul territorio.

All’arrivo sono rimasto molto colpito dal paese molto carino, davvero un gioiello con il suo castello sullo sfondo.

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All’interno del castello è ospitato un museo dell’Abruzzo bizantino e Medievale molto interessante ma purtroppo anche molto settoriale dato che vi sono poche didascalie e molti pannelli che forniscono informazioni al visitatore solo se egli ha già un’infarinatura del argomento: un esempio è l’immagine sottostante, dove vediamo esemplificata (si fa per dire) la ceramica microasiatica:

Il museo ha tutte le caratteristiche per far bene è molto interessante e con pezzi molto affascinanti, ma purtroppo l’allestimento e la sistemazione del museo lasciano molto a desiderare data l’assenza di un criterio metodologico nella visita (si passa dal Medioevo agli italici agli etruschi) e la presentazione poco accattivante.

Si potrebbe partire da questo gioiello immerso nella campagna abruzzese per una nuova campagna di sensibilizzazione verso il pubblico ed un nuova visione del museo, non più un mero contenitore destinato solo a chi conosce o un magazzino, ma un luogo di conoscenza dove imparare e dove scoprire cose sempre nuove, una realtà fluida sempre in grado di evolversi e di andare pari passo con i tempi moderni; un luogo di sinergie anche con altre realtà del luogo o anche fuori dall’Abruzzo, mentre invece ora gli altri enti sono visti come nemici e come minacce per il proprio lavoro. Ma per fare questo occorre mente pronta e libera ed è su questo punto che bisogna intervenire come prima cosa.

Luca Del Piano

Blogger per un giorno – 4) #veryCrecchio

Fin dal titolo questo post farà sorridere per il riferimento neanche troppo velato a #verybello, il portale degli eventi culturali d’Italia che fin dal lancio della sua versione beta ha suscitato critiche, polemiche e non poca ironia. E fin dal titolo si capisce quale tono assumerà questo post… 

Crecchio è un comune italiano di 2.926 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. O almeno così recita la sua pagina su Wikipedia. La segnaletica stradale per raggiungere questo ameno borgo è così dettagliata che anche un turista giapponese dotato dell’immancabile cartina farebbe fatica a perdersi.

Vedduta del borgo dal castello

Vedduta del borgo dal castello

Il centro vitale del paese è il “Caffè del Corso”, perennemente popolato di gioventù festante. Il bar ha la singolare caratteristica di “sostituire” i caffè che non vengono consumati nel giro di mezz’ora dalla loro preparazione. Un po’ come da McDonald’s, dove i panini vengono sostituiti se non vengono venduti entro dieci minuti dalla preparazione. Segno che la globalizzazione è arrivata anche nel cuore dell’Abruzzo contadino. O che la cordialità è insita nel cuore degli abitanti di questo piccolo paese abruzzese.

l'ingresso al castello

l’ingresso al castello

Il bar possiede un’altra singolare peculiarità: chiude dalle ore 13:00 alle ore 13:30. Se in questa mezz’ora proprio non sapete come passare il tempo, potete sempre fare un salto al vicino Castello Ducale, sede del Museo Archeologico dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale. Il personale vi accoglierà con altrettanto calore e cordialità, guidandovi con entusiasmo attraverso le luminose sale del Museo. L’edificio è frutto di un restauro architettonico eseguito con grande perizia e rigore filologico, che ben restituisce l’essenza originaria degli antichi spazi. Anche le vetrine e, più in generale, l’allestimento del piano superiore vi daranno davvero l’impressione di essere tornati nel Medioevo… della museografia! Un consiglio per i tipi molto curiosi: tenete a bada la vostra curiosità ed evitate di fare domande sull’edificio: vi confonderebbe le idee e non sareste più in grado di comprendere le collezioni del museo.

Per scongiurare brutte sorprese, prima di avventurarvi verso il Castello è preferibile consultare gli orari di apertura sul sito web. Ah, dimenticavo: non c’è un sito web…

Comunque, se trovate chiuso, non disperate: c’è sempre il bar!!!

Antonio Cigno

Blogger per un giorno – 3) CRECCHIO: ho scoperto un castello

Questo post è forse più adatto ad un travelblog che non ad un archeoblog: l’autrice d’altronde dice di non essere un’archeologa. I concetti però ci sono ed emerge molto forte l’apporto personale nel costante riferimento a se stessa come protagonista dell’esperienza.

Crecchio è un paesino dell’entroterra abruzzese in provincia di Chieti. La caratteristica di questo paese che mi è piaciuta di più è quella che conserva l’aspetto di un piccolo borgo medievale dominato dal castello ducale. Arrivarci non è stato facilissimo ma una volta là, sembrava di essere tornati nel Medioevo, tutte le abitazioni tenute in buono stato, una pulizia per le strade, un’aria sana, le persone del posto che guardavano incuriosite, chiedendosi “chi fossi mai”. A parte queste prime sensazioni di stupore e meraviglia per l’arrivo di una straniera in quel luogo magico, le persone si sono mostrate molto cordiali e socievoli pronte ad ospitarmi nel miglior modo possibile. Le strade sono strette ma molto suggestive.

veduta del castello e del borgo di Crecchio

veduta del castello e del borgo di Crecchio

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Un attrattiva del paese è il Castello Ducale, che per soli tre giorni all’anno organizza una festa di paese che è: “A cena con i Bizantini”. In questa occasione il paese si veste a festa e tutti gli abitanti si vestono con gli indumenti dell’epoca e sfilano per il paese e la sera si beve e si mangiano piatti tipici del posto. Gli abitanti sono molto orgogliosi di questo evento che ogni anno ripropongono a fine Luglio. Non ho mai visto la manifestazione ma quest’anno non me la perdo di sicuro!

L’antica fortezza di Crecchio è un edificio a pianta regolare quadrangolare con quattro torri posti agli angoli. La torre di avvistamento, la più antica, più grande ed alta delle altre tre, rappresenta una tipica torre normanna del XII secolo, e, fino al 1943, era sormontata da merli irregolari, a testimonianza della sua funzione difensiva. La torre è detta dell'”ulivo”, ed è formata da tre livelli. Oggi nel castello di Crecchio è possibile visitare il Museo Archeologico dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale nato grazie alla preziosa e fattiva collaborazione fra istituzioni e volontariato. Il Museo espone oggetti rinvenuti durante i campi di ricerca che l’Archeoclub d’Italia sede di Crecchio ha condotto, dal 1988 al 1991, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo, sul sito di una villa romano-bizantina scoperta in località Vassarella di Crecchio. Vi sono inoltre altri reperti ostrogoti e longobardi provenienti dal territorio abruzzese, che insieme riescono a ricostruire la vita dei Bizantini in Abruzzo, la guerra contro i goti, le vicende che riguardarono la zona costiera tra fine del VI e l’inizio del VII secolo. Il museo è da visitare perché ha tanto da raccontare anche se l’esposizione e gli allestimenti, a parer mio, non sono dei migliori e sono poco esplicativi, soprattutto per chi non è archeologo come me.

Le vicende del Castello, nell’arco dei tempi, sono tante ed è un susseguirsi di avvenimenti storici fino al 1943 con la permanenza nel Castello di Vittorio Emanuele III, la Regina, il Principe Umberto, Badoglio e tutto lo Stato Maggiore.

Sarebbe bello tornarci più di una volta per approfondire ulteriormente la conoscenza del paese in altri periodi dell’anno quali la festa che danno a Luglio e sotto Natale, quando nevica, perché il paese cambia aspetto e sembra ancora più magico.

Mirella Caputo

Blogger per un giorno – 2) Alla scoperta del Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale di Crecchio (Ch)

Questo è il primo della serie di post dedicati a Crecchio e al suo castello/museo. Alla domanda “ma che è Crecchio? Ma davvero c’è un museo in un posto che si chiama Crecchio?” i miei blogger per un giorno hanno risposto, ognuno alla sua maniera, secondo il suo stile. In questo post, per esempio, abbiamo una visione a volo d’uccello di Crecchio e del suo museo. Che ne dite?

Il castello nomanno di Crecchio

Il castello nomanno di Crecchio

La torre normanna di Crecchio

La torre normanna di Crecchio

Il Castello Ducale di Crecchio, in provincia di Chieti, ospita il Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale che al suo interno espone reperti rinvenuti durante le campagne di scavo condotte dall’ArcheoClub di Crecchio fra il 1988 e il 1990 in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo nel vicino sito di una villa romano-bizantina in località Vassarella.

L’antica fortezza di Crecchio è un edificio a pianta regolare quadrangolare con quattro torri poste agli angoli. La torre di avvistamento è la più antica e rappresenta una tipica torre normanna del XII secolo. Al suo interno, oltre ai reperti provenienti dagli scavi archeologici della domus di Vassarella come le ceramiche “tipo Crecchio”, sono esposti reperti ostrogoti e longobardi provenienti dal territorio abruzzese che, insieme, riescono a ricostruire la vita dei Bizantini in Abruzzo, la guerra contro i goti, le vicende che riguardarono la zona costiera tra VI e VII secolo d.C, i commerci con le coste del nord Africa. Inoltre all’interno del museo è ospitata una ricca collezione di manufatti etruschi proveniente da una collezione privata donata nel 1995 all’ArcheoClub, oltre che una sezione storica dedicata alla storia del castello.

Una delle sale del museo dell'Abruzzo bizantino

Una delle sale del museo dell’Abruzzo bizantino

Molto suggestivo è l’intero borgo medievale di Crecchio, piccolo gioiellino nella campagna abruzzese che d’estate ospita l’evento “A Cena coi Bizantini” organizzato dalle associazioni culturali del paese, in cui viene allestito un percorso culturale ed enogastronomico che si svolge proprio nelle vie del borgo e al castello normanno. Durante questa festa i turisti possono assistere al corteo storico che celebra le gesta del Comes Vitaliano di ritorno dalla battaglia di Aternum contro i barbari longobardi, a varie sfilate e rievocazioni storiche, esibizioni teatrali di strada di giullari e menestrelli, e gustare le pietanze preparate secondo le usanze bizantine.

Valentina Sabatini