L’invasione dei blogger a Paestum 2013

Ho scritto questo post per il blog della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum 2013. Quest’anno per la prima volta a Paestum si riuniranno alcuni tra i più attivi blogger di archeologia in Italia, in un incontro organizzato apposta per loro e dal titolo “Archeoblog” che non lascia spazio a fraintendimenti di sorta. Cinzia Dal Maso del blog Filelleni ci ha chiamato alle armi, noi abbiamo risposto. Ma prima di incontrarci di persona cominciamo a fare un po’ di casino qua e là in rete. Perché di cose da dire ne abbiamo, e molte.

Archeoblog, Paestum 2013

Saremo agguerriti. Soprattutto saremo entusiasti. Perché per la prima volta in Italia i blogger di archeologia si incontrano per presentarsi, per raccontare se stessi e le proprie esperienze, per condividere idee e proposte, per riconoscersi come categoria: non semplicemente archeoblogger, ma Cultural Heritage Blogger, per accogliere la definizione che ha creato per noi Cinzia Dal Maso, colei che, blogger e giornalista, ha promosso l’incontro Archeoblog alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum 2013. La situazione è questa: l’Italia, il nostro patrimonio culturale, ha bisogno di essere raccontato; per farlo c’è bisogno di figure che lo conoscano e lo capiscano, che ne conoscano l’importanza e la sappiano trasmettere agli altri. Oggi il maggiore scambio di notizie avviene online, in rete, attraverso i social network e i blog ed è questo il luogo in cui bisogna insistere per promuovere il nostro patrimonio, sempre più abbandonato a se stesso per croniche e sempre più aggravate carenze di fondi e di progettualità. Ma soprattutto abbandonato perché non se ne parla, o se ne parla demagogicamente o soltanto quando il danno è ormai irreparabile. Se la situazione nei media è questa, nel web è ancora peggio: mancano voci coordinate che promuovano il patrimonio, che contribuiscano alla diffusione della sua conoscenza. Le voci ci sono, oggi, e sono quelle dei blogger, ma sono spesso troppo slegate tra loro, e per quanto vedano le stesse problematiche e siano mosse dagli stessi interessi, non hanno ancora la forza (o la consapevolezza) di formare una corporazione. Come i travelblogger sono ormai una realtà che detta legge nel mondo del turismo, così gli archeoblogger, anzi, i cultural heritage blogger, devono riuscire a imporsi nel mondo della comunicazione online, divenendo figure necessarie nel campo della comunicazione culturale, e dare vita ad una nuova figura professionale, della quale da più parti si sente ormai il bisogno: perché chi conosce è il miglior promotore, e noi archeologi per troppo tempo abbiamo demandato e delegato altri per la comunicazione del nostro patrimonio. Dobbiamo dunque riprenderci questo spazio che ci appartiene. I presupposti ci sono, alcuni esempi, per quanto pochi, si trovano in Italia, e sono i blog dei musei che impiegano personale qualificato per promuovere le proprie attività e le proprie collezioni. Al momento, però, sono ancora troppo pochi i giovani che riescono a fare del blogging culturale una professione, ma la domanda c’è ed è questo il momento di fare fronte comune per far sentire la nostra esistenza, la nostra presenza e la nostra attenzione.
Il 14 novembre 2013 a Paestum discuteremo di questo e di altro, ognuno dei blogger porterà la propria esperienza, si confronterà con gli altri, non solo blogger di archeologia, vedrà, in sostanza, che non è solo. Facciamo rete: è un’esortazione, ed è la parola chiave di Archeoblog.

Archeologia e blogosfera: il video dell’intervento

E’ stato caricato su Vimeo il video del mio intervento dal titolo “Archeologia e Blogosfera: l’archeologia parla a chiunque o chiunque può parlare di archeologia?” al 3° Seminario di Archeologia Virtuale svoltosi a Roma lo scoso 20 giugno 2012.

Questo il link al video (che è piuttosto lunghetto, 36 minuti!): http://vimeo.com/46818752 

Non resta che augurarvi buona visione!

archeologia e blogosfera

AAA Blogger di archeologia cercasi

Come scrivevo in qualche vecchio post, mi sto interessando a come l’archeologia viene trattata nel web 2.0 e, da blogger quale mi ritengo, in particolare mi interessa sapere qualcosa di più degli attori, dei blogger di archeologia. Non tutti i blog sono uguali, non tutti i blog di archeologia sono uguali, non tutti gli autori sono uguali. C’è chi apre un blog di archeologia per puro diletto, chi per lavoro, chi per interesse; c’è chi scrive per se stesso e chi avendo in mente un preciso target di pubblico; c’è chi considera il proprio blog una sorta di diario personale e chi lo vive quasi come se fosse una testata giornalistica o una pubblicazione periodica, dedicandogli dunque tempo e risorse che vanno oltre la semplice passione e il mero passatempo; c’è chi investe nel proprio blog (tempo, energie, studio, idee e risorse) e chi invece più tranquillamente copia e incolla, al limite lievemente commenta, notizie varie di archeologia variamente reperite in rete o sui media tradizionali.

Il mondo dei blog – e degli autori di blog – di archeologia è, a dispetto di quello che si possa pensare, decisamente ampio, anche solo in una realtà piccola com’è quella italiana (se si guarda all’estero, ovviamente la situazione si amplia e si complica maggiormente).

blog archeologia

Per cercare di mettere ordine nella rete, volevo proporre ai blogger di archeologia che passano da queste parti se hanno voglia di rispondere ad alcune veloci e semplici domande, domande che credo si ponga ogni blogger quando affronta un nuovo post o fa manutenzione al proprio blog. Eccole qui, mi potete rispondere per commento o per e-mail, oppure ancora su twitter (@maraina81)

1) Perché scrivo un blog di archeologia?

2) Qual è il mio scopo? Fare informazione o fornire un’opinione?

3) Che taglio ha il mio blog? Mi occupo solo di archeologia? Solo del mio lavoro di archeologo? Guardo alle notizie di attualità, parlo di miei (e non solo miei) casi di studio e ricerche? Guardo al mondo intero o alla sola realtà italiana?

4) Come costruisco i miei post? Riporto semplicemente notizie di agenzia o prese dai media tradizionali o in rete oppure ho notizie fresche di prima mano da pubblicare? E qualunque sia il tipo di notizia che pubblico, è mia intenzione circostanziarla o contestualizzarla un minimo per renderla più appetibile ai lettori?

5) quanti visitatori (indicativamente) ha il mio blog? Studio le statistiche del mio blog per studiare il mio pubblico oppure non mi interessa?

6) mi preoccupo di utilizzare un linguaggio adeguato alle esigenze del mio pubblico?

7) utilizzo parole chiave per favorire l’indicizzazione su google e sui motori di ricerca? Mi interessa raggiungere il maggior numero di persone e riuscire magari ad avere dei lettori fissi?

8) Penso che un blog (e perché no? Il mio, magari..) possa essere uno strumento valido di comunicazione dell’archeologia o un luogo virtuale nel quale studiare pratiche per una metodologia della comunicazione archeologica al pubblico degli utenti della rete?

Queste sono solo alcune domande. Se vi va rispondetevi e rispondetemi. Sarei contenta se ne nascesse un dibattito bello e fecondo, stimolo per altre e più approfondite domande.

Alla prossima!

Non tutti i blog sono uguali…

Sono un’archeologa con l’insana passione per i blog. Di conseguenza non scrivo solo su questo blog, ad argomento più o meno archeologico, ma ho curo anche un blog sul té e un blog di viaggi. Cosa accomuna questi blog è l’autrice, la cura che c’è dietro ogni post, l’ispirazione a scrivere, la voglia di farlo pur sapendo che non c’è né un ritorno economico né tantomeno un ritorno d’immagine. Mi fa piacere soltanto sapere che ogni tanto qualcuno legge qualcosa e lo trova mediamente interessante. Ma non voglio parlare di questo. Questo noioso preambolo serve per dire che è da anni, da almeno tre anni per la precisione, che mi interessa capire a cosa serve un blog di archeologia, chi lo legge, chi lo scrive, di che cosa deve parlare, quale insomma dev’essere il suo scopo e cosa si aspetta dalla rete. Questo interesse mi deriva proprio dall’esperienza che ho con gli altri miei blog, di argomenti totalmente diversi, e che pertanto rispondono a domande e a caratteri, quindi a lettori, diversi.

In qualità di blogger di viaggi – travel blogger, per gli addetti ai lavori – ho partecipato recentemente ad un evento tenutosi a Roma, il Travel Blogger Elevator, in cui ci siamo incontrati per presentare i propri blog, più o meno originali, più o meno innovativi, più o meno desiderosi di essere utili e forieri di chissà quali occasioni da cogliere. Si respirava nell’aria la sensazione di fare parte di un gruppo, anzi di voler costituire un gruppo e si voleva trasmettere il messaggio che il Travel Blogger è più che un esperto del settore viaggi, un soggetto aperto a cogliere le nuove esperienze e le possibilità offerte dalla rete e fuori dalla rete. C’era la neanche troppo velata volontà di creare una professionalità, quella dello scrittore in rete competente per il suo settore che sappia dare buoni consigli e dritte, o semplicemente che sappia raccontare talmente bene di un luogo o di un evento da invitare i lettori a provarlo.

Si parlava di responsabilità del travel blogger nei confronti del lettore, si parlava di tutto un mondo – e questo è l’aspetto più interessante – che si muove dietro i travel blog e che è il mondo della promozione turistica via web: i travel blogger (quelli più quotati, off course!) sono invitati dagli enti o dagli agenti turistici a provare e sperimentare le proprie offerte turistiche, in modo da pubblicizzarle. Ecco così che il ruolo del travel blogger diventa in alcuni casi fondamentale. Del resto nel mondo del web 2.0 è sempre l’opinione che conta, perciò il travel blogger è un opinionista: di sicuro non è un agente di viaggio, e in secondo luogo non è un giornalista (naturalmente sto parlando in generale: esisteranno sicuramente casi e se non li conosco me ne scuso).

Nasce allora la riflessione, in una blogger come me che scrive sia di viaggi, ed è perciò consapevole del mondo che vi ruota dietro, che di archeologia. E balza subito agli occhi il primo dato: non esiste ancora una categoria consapevole di blog di archeologia, ma c’è una serie di blog, e di blogger, che scrivono di archeologia. Gli autori dei blog sono di varia estrazione: vi sono archeologi, e sono la maggior parte, che si tengono informati e vogliono informare, ma vi sono anche appassionati della materia, nel bene e nel male, che vogliono condividere in rete ciò che sanno o ciò che pensano di sapere di archeologia.

E qui si solleva una differenza sostanziale con i blog di viaggi (per esempio): raccontare di un viaggio, di una propria esperienza, è un qualcosa di totalmente soggettivo: a me può piacere o non piacere un luogo o un paesaggio, posso trovarmi bene o male in quell’hotel o quel ristorante. Racconterò la mia esperienza condividendo le sensazioni che quel viaggio o quel luogo mi ha suscitato. Ma in archeologia non si possono raccontare sensazioni! Non è una materia soggettiva, non esiste un “secondo me è così”, ma piuttosto un “dagli studi è emerso che”.  Chi scrive blog di archeologia non è egli stesso la fonte, come avviene per il travel blogger, che usa come fonte i propri occhi e i propri sensi, ma deve avvalersi di fonti accreditate, verificate, come ci si aspetta dal giornalismo scientifico.

Si intravvede quindi un punto di contatto col blog di viaggi: l’autore ha delle responsabilità nei confronti del lettore, deve avere una certa dose di professionalità. Nel caso del blog di archeologia questa dev’essere imprescindibile, dato che diffondere un’informazione sbagliata è quanto di più lontano debba esserci dalla mission di chi scrive blog di archeologia.

Lo scopo dei travel blogger, che è più una speranza per molti che altro, è quello di riuscire ad avere un tornaconto in termini se non economici almeno di privilegi in viaggio. I blogger di archeologia che scopo hanno? Per quale motivo si apre un blog di archeologia? A chi si rivolge? Ad altri archeologi o ad un pubblico vasto interessato all’archeologia?

Il resto alla prossima puntata…

A.A.A. CERCASI BLOG DI ARCHEOLOGIA

A.A.A. CERCASI BLOG DI ARCHEOLOGIA!

Mi è venuta in mente questa curiosità, navigando per il web e parlando in giro con l’uno e con l’altro: bello parlare di Archeologia, è bello che se ne parli ed è bello che nel web 2.0 ognuno possa dire la sua. Ma tutti i blog di archeologia sono affidabili? Ovvero, se io studente delle scuole medie o al massimo di liceo (perché un universitario non lo deve fare!) cerco in rete informazioni su un qualche argomento attinente all’archeologia di quali blog mi posso fidare? Mi limito al blog perché è il mio pane quotidiano, e anche perché il blog risponde in pieno a determinate caratteristiche: il blog come nessun altro posto in rete (eccetto i forum, ma quella sono un’altra cosa)  è il luogo in cui chiunque può esprimere la propria opinione. Il blog è il luogo dell’opinione, più che dell’informazione. Quando però è un luogo di informazione, il blog è accurato, oppure è un copia e incolla da altre informazioni?

Io so come gestisco i contenuti dei miei blog: quando si tratta di post di opinione, mi documento prima di esprimere la mia. Quando si tratta di post di informazione mi documento alla fonte prima di riportarla. In genere verifico le informazioni di persona, ad esempio quando visito mostre o assisto a convegni di cui riporto il resoconto su queste pagine web.

Scrivo tutto questo non per elogiarmi (e di cosa poi?), ma perché voglio capire come agiscono gli altri utenti del web gestori di blog di archeologia, ovvero che hanno nell’archeologia l’argomento principe dei loro post. Non mi interessano i blog ad argomento culturale che ogni tanto parlano anche di archeologia, ma caso mai il contrario.

Perciò vi rivolgo quest’invito: se avete notizia, o gestite voi direttamente, blog di archeologia, segnalatemeli. Mi interessano sia i blog dichiaratamente seri, come ad esempio archeoblog, sia quelli meno seri, più o meno al confine della realtà (dove, per dire, archeologia si mescola a mistero o simili). Vorrei stilare una statistica di cosa si trova nel web quando dico blog di archeologia. Non voglio fare una classifica né dare giudizi di merito. Vorrei fare questa ricerca solo a titolo informativo. Se mi date una mano ve ne sarò grata!

Grazie mille a quanti mi aiuteranno!

Marina Lo Blundo