Il boccone amaro del custode

Qualcuno potrebbe dire “Ma che cavolo ti lamenti? Hai vinto il concorso? Sì, sei entrata in servizio? Sì, e allora che cacchio pretendi?”

Rispetto.

Sì, pretendo rispetto per me e le mie colleghe, neoassunte come me, che come me hanno dato l’anima per vincere il concorso e che, come e più di me, sono persone titolate e altamente qualificate che potrebbero aspirare a ben altro. Il rispetto che pretendo non è quello dei colleghi, non è quello dei visitatori del museo. Pretendo rispetto dai miei superiori, in particolare dal Superiore dei superiori, colui che pur sapendo da dove veniamo ha deciso ugualmente di farci fare i meri custodi, nonostante il profilo nel quale siamo stati assunti indichi anche altre più stimolanti competenze.

Nulla contro il ruolo del custode: lo svolgiamo con dignità e con la serietà che richiede, anzi, ci dispiace non poter essere più attive. Nel nostro piccolo contribuiamo alla buona riuscita del Museo.

Vuole farci fare i meri custodi? Va bene. E quando qualche giorno fa il Museo ha ospitato un convegno, e noi eravamo lì presenti – a custodire – e abbiamo giustamente salutato i convenuti, nostri amici e docenti con i quali abbiamo in passato collaborato, il Superiore dei superiori ci ha subito ricordato il nostro ruolo, dicendo a chiare lettere ai convenuti “se dovete andare alla toilette, fatevi accompagnare dai custodi” guardandoci direttamente negli occhi.

Abbiamo vinto il concorso per accompagnare al cesso gente con cui fino a qualche mese fa scavavamo fianco a fianco, o con cui ci consultavamo per le nostre ricerche.

Ecco il boccone amaro: l’umiliazione. Sembra volerci dire “Vedete i convenuti qui presenti? Loro sì che sono archeologi: loro fanno ricerca, consacrano la loro vita a questo e per questo stanno su un gradino più alto della mia considerazione. Voi avete vinto un concorso per custodi, questo siete e ve lo dovete ricordare. Custodi siete e tali restate.” Potremmo obiettare che la metà dei presenti ha probabilmente tentato il concorso senza riuscirvi, e potremmo obiettare che solo i docenti lì dentro fanno ricerca per lavoro (retribuito). Gli altri appartengono al grande calderone dei precari dell’archeologia, quello da cui noi ci siamo sganciati (e già solo per questo meriteremmo ben più alta o comunque diversa considerazione).

Per noi il boccone amaro, per i convenuti l’imbarazzo. Ci chiedono “scusa, mi dispiace” quando devono andare in bagno, ma lo sanno perché siamo lì e ci rispettano, loro, e ci fanno i complimenti perché ce l’abbiamo fatta. Ce l’abbiamo fatta, sì, ma a quale prezzo: l’umiliazione da parte del Superiore dei superiori, colui che proprio per il suo ruolo dovrebbe tenere a noi, giovani forze piene di buona volontà e competenti e che invece per chissà quale assurdo motivo ci mortifica.

E ingoiamo questo boccone amaro. Non è il primo, e non sarà neanche l’ultimo.

 

dai che ci siamo quasi!

IL 16 GENNAIO STA ARRIVANDO!

e finalmente sapremo la verità!

Il 16 gennaio 2009 finalmente il MIBAC che se l’è presa comoda, metterà on-line i risultati della pre-selezione al concorso per 500 posti ecc ecc.

Già su questo blog si era scatenata una piccola discussione in seguito a questo mio post: http://generazionediarcheologi.myblog.it/archive/2008/12/17/allora-sto-concorso.html

All’epoca, e si tratta di un mese fa, speravamo tutti che i risultati uscissero entro il 2008. Quale errore!

E così eccoci, ancora a guardarci negli occhi tutti i giorni, noi, popolo di archeologi senza un lavoro fisso, molti direttamente senza un lavoro, a sperare che il MIBAC ci dia un segno. Si sta creando un’attesa incredibile, quasi che fosse il risultato dell’intero concorso. E invece no, è solo di quella stupida e totalmente inadatta pre-selezione. Personalmente mi sono buttata nel concorso “anima e core”, per questo continuo ad insistere su questo punto.

Spero davvero che l’attesa-agonia il 16 gennaio finisca. E che dal MIBAC ci sappiano dire che dobbiamo fare della nostra vita. 

allora, sto concorso????

ALLORA, STO CONCORSO?????

C’è gente che è da un mese (e io mi inserisco in questo bel gruppetto) che aspetta di sapere il risultato della preselezione del concorso MIBAC per 397 posti da assistente e addetto alla vigilanza e all’accoglienza presso musei e istituti di cultura vari.

Voci di corridoio dicono che finalmente sapremo l’esito dopo il 20 dicembre. Il fatto è che magari, sapendo già il risultato, magari i pochi fortunati estratti potevano cominciare a portarsi avanti sul lavoro, ovvero a studiare per la seconda prova, ovvero per la prova scritta, quando cioè inizia il concorso vero e proprio.

Ottimo metodo quello del ministero, per scremare le 164mila persone speranzose di un impiego. massimo risultato col minimo sforzo. Peccato che la selezione per accedere ad un impiego presso un istituto di cultura, o comunque di settore, estremamente di settore, com’è un museo archeologico o peggio ancora, la soprintendenza archeologica, sia stata fatta proponendo domande di scienze (leggi biologia molecolare), matematica (leggi equazioni di II e III grado e della retta), logica (con improbabili esercizi irrisolvibili, soprattutto nel tempo previsto, ovvero un’ora per 100 domande). E la storia dell’arte? l’archeologia? persino nelle domande di storia, la storia romana si riduceva a sole 4 domande (ridicole, peraltro, tipo in che anno è morto Giulio Cesare). ma è inutile ora andare a rinvangare ancora, ulteriormente questa polemica: sono stati gettati fiumi di inchiostro e buttate parole e parole al vento. Dispiace dover assistere ancora una volta a un modo di fare non consono da parte dello stato e del ministero.

E intanto siamo ancora qui. Ad aspettare l’esito.

Alla fine posso solo dire una cosa, che mi sia andata bene, che non mi sia andata bene, comunque alla fine di tutta questa trafila, che prevedo lunghissima e piena di ricorsi da ogni parte d’Italia, ci saranno 500 disoccupati in meno in Italia. Al prossimo giro a sistemarmi potrei esserci io!  

sono usciti i quesiti del concorso MIBAC

Sono finalmente usciti i tanto attesi 4000 quesiti che il MIBAC aveva preannunciato a tutti i troppi iscritti al concorso epocale per 500 posti di assunzione nelle strutture periferiche del ministero dei beni e attività culturali.

Inizia così lo studio dei quiz sul modello dei quiz della patente, con domande anche improponibili che spaziano dalla storia (e va bene), alla geografia, all’italiano (e anche queste vanno bene), all’informatica (che se ne fa un custode di sapere chi ha inventato Linux?), alla matematica e alla logica (ma perché un custode dovrebbe saper risolvere un’equazione?). seguono poi educazione civica, scienze e inglese.

I 4000 quesiti hanno tutti indicata la risposta esatta, per cui chi aveva sparso la voce che ce la saremmo dovuta cercare noi si è sbagliato, per fortuna.

L’appuntamento è tra meno di un mese con questa prima prova preselettiva. in bocca al lupo.

per ogni info aggiuntiva, il sito del MIBAC offre tutti i ragguagli necessari.

Quanto mi piace il mio lavoro!

“Quanto mi piace il mio lavoro!”

Marina era archeologa. Nel suo libro “Antico e moderno: trovare il passato con nuovi metodi d’indagine” spiegava che sugli scavi archeologici lei non usava solo cazzuola e piccone, come faceva la vecchia generazione di archeologi: lei sapeva che con un approccio tecnologico la terra le avrebbe parlato, rivelandole cosa custodiva; era sicura di poterlo dimostrare un giorno. E quel giorno arrivò, forse non nel modo che si aspettava…

Suonarono alla porta.

“Chi è?”

“Gli ispettori”

“Di polizia o di soprintendenza?” chiese ridendo.

“Tutti e due. Abbiamo bisogno di lei. Ci segua.”