Musées (Em)portables

Segnalo e diffondo volentieri questa notizia che mi ha girato Caterina Pisu dell’Associazione Italiana Piccoli Musei. Si tratta di Musées (em)portables, un concorso francese dedicato ai musei che prevede una regola alquanto… bizzarra? No, non direi, perché tanto vale che ci abituiamo all’idea… insomma, il concorso prevede di girare un breve video relativo ad un museo con un telefono cellulare, uno smartphone, un tablet o una fotocamera digitale. Il video può essere girato da chiunque e per qualunque scopo, dal promuovere il museo attraverso le sue collezioni al dietro le quinte da parte di chi nel museo lavora. L’importante è lo strumento che si utilizza. E lo scopo. Che riporto direttamente dal blog di Caterina Pisu:

“L’idea di questo concorso è nata dall’osservazione che esiste uno stretto collegamento tra la diffusione dei cellulari e di altri dispositivi mobili e la sempre più estesa modalità “globale” della comunicazione. Sono un miliardo i dispositivi mobili in circolazione in tutto il mondo: perché non utilizzarli per qualcosa di creativo? La proposta, allora, è quella di realizzare un filmato in un museo, perché se è vero, come affermano gli organizzatori, che la sicurezza impone le sue regole e spesso non è concesso filmare o fare fotografie nei musei, si possono rompere schemi troppo rigidi a vantaggio della libertà e di una maggiore soddisfazione dei visitatori, tenendo conto di poche, semplici regole.”

musées (em)portables

Il concorso è giunto alla sua 3° edizione. I filmati presentati l’anno scorso sono visibili a questo link: http://www.museumexperts.com/musees_em_portables/video/.

A questo link trovate tutte le info utili per partecipare. L’idea mi piace perché sperimenta un modo diverso di promuovere e di far vivere il museo, coinvolgendo sia i visitatori che chi nel museo lavora, dando l’immagine del museo come di un luogo che ci appartiene, nel quale possiamo muoverci liberamente e con familiarità. Volete partecipare anche voi con un video sul “vostro” museo? Avete tempo fino al 13 dicembre 2013!

“Liguri e Liguria antica”:incontri al Museo di Diano Marina

Ecco un evento di archeologia che mi vede protagonista… 

Il Museo Civico di Diano Marina (IM) – sez. Archeologica, organizza per il mese di febbraio un ciclo di tre conferenze che hanno per tema “I Liguri e la Liguria antica”.

Con questi tre eventi, organizzati con la collaborazione dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e del Comune di Diano Marina, il Museo vuole proporre alla popolazione altrettanti approfondimenti sull’archeologia del territorio, in particolare del Ponente Ligure, spaziando dall’età preromana fino agli inizi del XX secolo.

Questi tre incontri si collocano perfettamente in linea con gli obiettivi del Museo, che si pone come museo del territorio, quello del Golfo dianese, che fu interessato fin da età preromana da un’intensa frequentazione umana e che in età romana fu il luogo in cui sorse la mansio del Lucus Bormani, ricordata negli Itinerari, primo tra tutti la Tabula Peutingeriana.

 Questo il calendario degli eventi:

  • sabato 7 febbraio 2009 – ore 16
    Un militare romano al museo
    Giovanni Mennella (Università degli Studi di Genova)
  • sabato 14 febbraio 2009 – ore 16
    Archeologia del nostro paesaggio: i pozzi a cicogna nel Ponente Ligure
    Marina Lo Blundo (Istituto Internazionale di Studi Liguri)
  • Sabato 21 febbraio 2009 – ore 16
    I Liguri e la Liguria
    Bianca Maria Giannattasio (Università degli Studi di Genova)

Tutte le conferenze si terranno presso la Sala Conferenze Biblioteca “Margherita Drago”, a Palazzo del Parco, Diano Marina (IM).

Quest’articolo è stato “preso” da http://archeoblog.net/2009/liguri-e-liguria-antica-incontri-al-museo-di-diano-marina-im/

Accorrete numerosi!

Lettera aperta al ministro Bondi

Fornisco qui il link ad una lettera aperta al ministro Bondi scritta da una mia collega (mi sento di poterla definire così) archeologa specializzanda, quindi con un curriculum di studi pari alla sua esperienza di attività sul campo, quindi con un CV che continua a riempire, arricchendolo continuamente di nuove righe, ormai più per tenere il conto a memoria di quello che ha fatto che non in vista di un reale utilizzo. Il CV si allunga, si allunga sempre più, perché tante sono le esperienze effimere, di uno o due mesi, esperienze lavorative, o di stage, o di volontariato puro per l’università…come conosco tutto ciò… come mi riconosco in tutto ciò!

Perciò, se inserire il link qui può voler significare dare una maggiore visibilità alla lettera, che, ripeto, interpreta il sentimento popolare e il malcontento generale, lo faccio più che volentieri.

Nonostante i luoghi comuni in cui per forza incappa (l’Italia ha il patrimonio culturale più grande del mondo, necessità di concorsi pubblici – che peraltro in un modo o nell’altro si stanno svolgendo -, tagli di milioni e milioni di euro ai finanziamenti al Ministero), apprezzo soprattutto i toni assolutamente non polemici, pacati, tranquilli, come se davvero stesse seduta accanto a Bondi con una tazza di té in mano. Bello, mi ha colpito. Siamo sempre pronti ad accusare e ad aggredire, ma questa volta no. E questo mi piace.

Ecco il link:

http://www.chronica.it/2009/01/28/lettera-aperta-al-senatore-sandro-bondi-ministro-per-i-beni-e-le-attivita-culturali/

E Bondi farebbe cosa gradita a dare un cenno. Tanto sicuramente qualcuno del suo entourage gliela segnalerà.